China Film Festival
Data pubblicazione: 18 giugno 2007 - Autore: gianpy
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La mia girlfriend Stefy mi informa di una bella iniziativa in quel di Milano, volta all’interscambio culturale fra l’Italia e la comunità cinese.
Nel sito ufficiale, da cui è possibile scaricare il programma completo in .pdf, si legge che:
“…il 23 e 24 giugno viene presentato in piazza Gramsci, nel centro della cosiddetta “chinatown” milanese, il China Film Festival – Made in Milan, una rassegna cinematografica di film cinesi in lingua originale, sottotitolati in italiano, proiettati all’aperto e pensata & realizzata con enti, associazioni e singoli cittadini facenti parte della stessa comunità. Una panoramica del cinema cinese di recente produzione, scegliendo opere popolari che hanno ottenuto un vasto consenso di pubblico, affiancate da film d’autore.
Non solo una cine-rassegna, bensì un’occasione di incontro e di scambio fra diverse culture, un momento di dialogo fra le associazioni e le realtà della zona, una proposta culturale che utilizza il cinema come veicolo di conoscenza e socializzazione.
Due giorni di cinema, aperitivi, dj set e una lotteria aperta a tutti che regala, al primo estratto, un biglietto aereo andata/ritorno per Pechino.
Un’iniziativa che vuole essere solo un assaggio di quanto si farà per coinvolgere sempre più le diverse realtà che compongono e arricchiscono la città di Milano“. Decisamente un’ottima manifestazione, utile anche a stemperare l’atmosfera negativa e fuorviante legata agli ormai famosi scontri fra polizia e immigrati cinesi di alcune settimane fa.
blog CinemaVertigo: WISH LIST
Data pubblicazione: - Autore: gianpy
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Iniziamo oggi a viaggiare all’interno del nostro blog… e nel farlo mettiamo subito in evidenza una sezione decisamente interessante, coinvolgente e soprattutto utile.
Parlo della sezione denominata “Wish List” che potete trovare in alto a destra subito dopo la pagina relativa ai “Contatti”. Di che si tratta? Cos’è una Wish List?
Una WL (d’ora in poi la chiamerò così) è semplicemente una “lista dei desideri”, una specie di letterina a Babbo Natale nella quale i regali non sono giocattoli bensì film. Lungometraggi (o corti, o documentari..) che stiamo cercando da anni & anni senza alcun risultato degno di nota. Capolavori misconosciuti, piccole perle cinematografiche ormai disperse, filmetti senza particolari pretese che però hanno segnato la nostra infanzia/adolescenza e di cui si sono perse le tracce, eccetera eccetera.

Quindi, un elenco preciso e quanto più possibile dettagliato dei film “voluti ma mai avuti”… uno strumento utile da cui partire per poter andare alla ricerca (grazie ai nostri contatti sparsi in giro per l’Italia e non solo) dei famigerati titoli “wanted” nell’immenso universo cinefilo internettiano.
Come già segnalato all’interno della pagina dedicata, la WL è aperta a tutti! Mandateci una mail all’indirizzo “cinemavertigo@gmail.com” con i film che state cercando e noi prontamente li aggiungeremo alla lista!
Siamo già a quota 11 ma l’elenco è in costante crescita… e sono già in atto delle trattative con alcuni appassionati cinefili collezionisti che forse ci potranno essere d’aiuto.
Tenete d’occhio il blog, prossimamente: chissà che i vostri desideri non si realizzino!
I am legend
Data pubblicazione: 16 giugno 2007 - Autore: gianpy
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A dire la verità speravo fosse uno scherzo… mi dicevo: che senso ha portare sullo schermo adesso un romanzo (straconsigliato!) come “Io sono leggenda” di Richard Matheson? Non che sia poco cinematografico, anzi. E’ perfetto per il grande schermo e lo stile di Matheson è filmico fino al midollo. D’altronde, il grande scrittore americano è anche sceneggiatore di fama internazionale: DUEL, l’esordio di Spielberg, ad esempio è opera sua (tratto da un suo racconto). Come anche molti episodi della serie cult americana “The Twilight Zone” (Ai confini della realtà). Ed una miriade impressionante di movies dagli anni ‘50 ad oggi hanno preso spunto o sono palesemente tratti da suoi racconti/romanzi. E allora, da dove nascono i miei dubbi? Facciamo un passo indietro. A “Io sono leggenda”.
Che racconta di un’inspiegabile epidemia diffusa in tutto il mondo, dove le vittime del contagio diventano vampiri (di giorno rintanati al riparo dai raggi del sole e, durante la notte, in giro assetati di sangue). Lo scienziato Robert Neville, immune all’infezione, si adegua all’incredibile situazione: costretto a una triste e solitaria monotonia, i suoi compiti quotidiani sono stanare e uccidere i vampiri “dormienti”, rimuovere i cadaveri e distruggerli con il fuoco, appendere l’aglio all’esterno della sua casa e ripararne i danni subiti durante gli attacchi notturni. Che sia lui, Robert Neville, l’ultimo uomo della Terra?
Vi dice qualcosa? E certo! Oltre ad essere già stato portato sullo schermo ben due volte (nel 1964 con “L’ultimo uomo della Terra” di Ubaldo Ragona con un superlativo Vincet Price e nel 1971 con “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra” di Boris Sagal con Charlton Heston), è stato preso, rimaneggiato, destrutturato decine di volte nonchè preso ad ispirazione per parecchi altri film di genere fanta/horror… uno per tutti il capolavoro di G.A.Romero “La notte dei morti viventi”. Per non parlare del recente “28 giorni dopo” di Danny Boyle.
Ecco perchè a volte mi domando, ingenuamente: ma perchè!! :-\\
Comunque sia, si ricomincia. E questa volta con un film dal titolo direi inequivocabile:
Io sono leggenda. Diretto dal regista Francis Lawrence (famoso per alcuni videoclip) ed interpretato da Will Smith, uscirà nelle sale USA a dicembre.
Speriamo bene…
Intanto, comunque, godetevi il recentissimo trailer:
La Sconosciuta (Italia, 2006)
Data pubblicazione: 15 giugno 2007 - Autore: William
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E’ tornato Tornatore!…a parte l’orrendo gioco di parole..,
è la realtà,che dopo l’impasse del trascurabile Malena ( 2000 )
il cineasta di Bagheria si riproponga con un lavoro di alto livello che ci fa tornare a riflettere sul perché sia uno degli unici registi del nostro belpaese ad avere una credibilità ed un seguito a livello non solo nazionale.
“La sconosciuta” è un film girato con una perizia tecnica altissima,con degli ottimi attori,una sceneggiatura pressoché perfetta e una regia quasi impeccabile.
Mi direte…cosa aggiungere? Beh! qualcosina c’è…
Cominciamo da due note di trama: ambientato nella nostrana Trieste ai giorni nostri, la “sconosciuta” si chiama Irena ( l’ottima e pressoché ignota Xenia Rappopor ), arriva dall’Ucraina e vive in città tra i fantasmi del suo passato a dir poco oscuro fatto di prostituzione d’alto bordo e di commercio di bambini e la ricerca del presente.
Sembra avere un obiettivo preciso quando riesce a trovare un lavoro di pulizia in un palazzo di fronte al quale è andata ad abitare facendone oggetto di osservazione. Fa le pulizie nelle scale del palazzo, ma il suo vero bersaglio è… Read more
No Country for Old Men – il trailer!
Data pubblicazione: - Autore: gianpy
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Godetevi il primo trailer (in lingua originale) del nuovo film dei fratelli Coen… quel “No Coutry for Old Men” che ha riscosso un notevole successo di critica all’ultimo festival di Cannes.
Enjoy it! (..in attesa di vederlo in autunno sul grande schermo)
David di Donatello 2007
Data pubblicazione: - Autore: gianpy
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Ieri pomeriggio, a Roma, si è svolta la cerimonia dei David di Donatello… il premio cinematografico italiano più importante. L’equivalente nostrano degli Academy Awards (Oscar). Ecco i risultati:
Miglior film LA SCONOSCIUTA (di Giuseppe Tornatore)
Migliore regista Giuseppe TORNATORE (per il film “La Sconosciuta“)
Migliore regista esordiente Kim ROSSI STUART (per il film “Anche Libero Va Bene“)
Migliore sceneggiatura Sandro PETRAGLIA (per il film “Mio Fratello è Figlio Unico“)
Migliore produttore Donatella BOTTI per BIANCAFILM e RAI CINEMA (per il film “L’Aria Salata“)
Migliore attrice protagonista Ksenia RAPPOPORT (per il film “La Sconosciuta“)
Migliore attore protagonista Elio GERMANO (per il film “Mio Fratello è Figlio Unico“)
Migliore attrice non protagonista (ex aequo) Ambra ANGIOLINI (per “Saturno Contro“) e Angela Finocchiaro (per “Mio Fratello è Figlio Unico“)
Migliore attore non protagonista: Giorgio COLANGELI (per il film “L’Aria Salata“)
Altri premi tecnici importanti vanno alla fotografia de “La Sconosciuta“, al montaggio di “Mio Fratello è Figlio Unico“, alla musica (Morricone) sempre de “La Sconosciuta” e alla scenografia di “Nuovomondo“.
L’intera lista dei premiati la si può trovare QUI.
Ad una veloce occhiata si capisce immediatamente che i due film che hanno riscosso maggiore approvazione sono “La Sconosciuta” e “Mio Fratello è Figlio Unico“. Purtroppo…ehm…io non li ho visti. Quindi la domanda è rivolta a chi, fra voi, li ha visti: come vi sembra questa lista di premiati? Meritavano di vincere secondo voi? I film in questione sono davvero i migliori della stagione appena conclusa? Suvvia, non fate i timidi e commentate… la discussione è aperta!
La Caccia (Arthur Penn, Usa 1965)
Data pubblicazione: 14 giugno 2007 - Autore: gianpy
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Arthur Penn è da sempre uno dei miei registi preferiti. Ed anche uno dei meno noti al grande pubblico, perlomeno in relazione ai film che ha realizzato. Basta infatti citarne un paio per rendersi conto che siamo difronte ad uno di quei directors che hanno rivoluzionato il cinema fra gli anni ‘50 e gli anni ‘70: GANGSTER STORY (Bonnie & Clyde, 1967) o PICCOLO GRANDE UOMO (Little Big Man, 1970) vi dicono qualcosa?
Nel 1965 Penn dirige un cast a dir poco mostruoso (Marlon Brando, Robert Redford, Jane Fonda, Angie Dickinson, E.G.Marshall, Robert Duvall..) per raccontare una storia fortemente drammatica nonchè intrisa di critica sociale (un evaso in fuga si dirige verso casa e nel paese natìo si scatena il delirio… una miccia pronta a far esplodere tutte le contraddizioni dell’america rurale e che porterà alla ribalta solo sentimenti di odio, violenza, invidia, egoismo, superficialità). Come di consueto nel suo cinema, Penn utilizza gli stilemi classici del “genere” come semplice copertura all’interno della quale portare a compimento la sua personale visione dell’America di ieri & oggi attraverso dei personaggi “veri”, “autentici”, “schietti”, “anticonvenzionali”, “capaci di contraddirsi ma mai di perdere la propria dignità”. Lo sceriffo Calder, interpretato da un gigantesco Brando, ne è un esempio lampante. Ma come dimenticare l’indiano interpretato da Dustin Hoffman nel “Piccolo Grande Uomo“, l’insegnante Anne Bancroft di “Anna dei Miracoli” o il detective privato Gene Hackman nel misconosciuto “Bersaglio di Notte“.
Un film che va visto, questo LA CACCIA… forse non un capolavoro ma in grado di tenerti inchiodato alla poltrona per oltre due ore, grazie ad una regia efficace, ad una fotografia capace di rendere bene l’atmosfera chiaroscurale nella quale il film è immerso (metà pellicola è ambientata di sera/notte) e ad alcuni momenti di vero grande “entertainment” (la rivolta dei paesani che sfocia nella brutale aggressione a Brando, il “one-woman-show” isterico di Miriam Hopkins, la follia di fuoco & fiamme che distrugge il cimitero delle automobili e la vita di uno dei protagonisti..).
Lo terrò presente per il nostro cineforum prossimo venturo!
“Anime” in sala
Data pubblicazione: 13 giugno 2007 - Autore: gianpy
Categorie: film in sala, news, trailers | Lascia un commento
“Anime” è un termine che ormai da anni ha preso piede pure in Italia, cercando di spodestare l’obsoleto ma ancora largamento utilizzato “cartoni animati”.
Parliamo dunque di animazione giapponese, e lo facciamo dandovi due notizie piuttosto importanti che riguardano altrettante uscite nelle sale italiane!
1. Per i 40 anni dalla nascita del mitico personaggio di Lupin III, dal 6 luglio arriva sui nostri schermi IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO… lungometraggio d’animazione diretto nel 1979 da, nientepopodimenoche, Hayao Miyazaki! Si, proprio lui… il Maestro giapponese autore di alcuni fra i più straordinari film animati di sempre (Nausicaa, Laputa, Totoro, La principessa Mononoke, Il castello errante di Howl..) nonchè vincitore del premio Oscar e del Leone d’oro a Berlino per “La Città Incantata”. Inutile dire che lo consiglio a tutti! Pur essendo un pò datato e sicuramente meno “cinematografico” di altri suoi lavori (dopotutto si tratta di un film tratto da una serie tv), possiede il magico tocco miyazakiano, ha un ritmo davvero indiavolato e non può non suscitare nello spettatore (specie quelli nati negli anni 70) una certa piacevole nostalgia.
2. Esce finalmente nelle sale italiane (venerdì 15 giugno) l’ultimo lavoro di Satoshi Kon, quel PAPRIKA (no, nessun riferimento a Tinto Brass… :p) che all’ultimo festival di Venezia aveva suscitato positivi commenti. Dopotutto l’autore è un talento dell’animazione giapponese fin da quando, nel 1997, aveva realizzato il bellissimo ed inquietante “Perfect Blue“. Tratto dall’omonimo romanzo di uno degli autori di culto della letteratura giapponese contemporanea, Tsutsui Yasutaga, PAPRIKA risucchia lo spettatore nel viaggio fantascientifico di Atsuko Chiba, giovane psicoterapeuta premiata col Nobel, e del suo alter-ego, Paprika appunto, per salvare il mondo dal caos causato dal furto di un dispositivo in grado di penetrare e manovrare i sogni delle persone (cit. CinemaZone). Vi lascio gustare il trailer internazionale, in attesa che esca in Italia e che si riesca a vedere pure a Trento.
Billy, ma come hai fatto?
Data pubblicazione: 12 giugno 2007 - Autore: gianpy
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Quando di parla di cineasti che hanno lasciato un segno indelebile nella Storia del Cinema, di maestri della Settima Arte, a volte si predilige citare quegli Autori (Kubrick, Bergman, Fellini, Antonioni.. ad esempio) dallo stile visivo ben riconoscibile, spesso non per tutti i gusti, narratori di storie difficili e drammatiche, con una forte introspezione psicologica. Più che legittimo, ci mancherebbe. Però questo ragionamento porta a farci dimenticare l’esistenza e l’assoluta importanza di quello che (forse, chissà) potrebbe essere stato il più grande regista di tutti i tempi: Billy Wilder.
Non che le sue opere siano passate inosservate o poco premiate (sia dal pubblico che dalla critica), anzi! Però, si sa, i grandi talenti della commedia sono sempre un pò messi in ombra dai colleghi del dramma… e Wilder (regista e sceneggiatore) è stato capace di realizzare alcune fra le più strepitose commedie americane di sempre: Quando la moglie è in vacanza, A Qualcuno Piace Caldo, L’Appartamento, Irma La Dolce… giusto per citare le più conosciute e irresistibili.
Senza dimenticare che, nonostante avesse la commedia nel sangue, Wilder fu un eclettico, un regista capace di spostarsi di genere in genere con estrema facilità ed incredibili risultati. Dal noir (La Fiamma del Peccato) al thriller giudiziario (Testimone d’Accusa), dal dramma etilico (Giorni Perduti) al romanticismo (Sabrina)… fino a quello che si può considerare il più grande e crudele omaggio all’industria cinematografica (Viale del Tramonto).
E’ uscito da poche settimane un doppio dvd + libro (il doppio dvd si può trovare pure separatamente…in allegato alla rivista Ciak di qs mese) dal titolo emblematico “Billy, ma come hai fatto?” che contiene una lunga intervista al maestro realizzata fra la fine degli anni ‘80 e gli inizi dei ‘90 da un altro cineasta tedesco (Volker Schlöndorff, premio Oscar 1980 con il suo “Tamburo di Latta”) ed uno dei suoi film più noti ed osannati “La Fiamma del Peccato”.
Per chi volesse comprendere meglio l’enorme statura di un piccolo cineasta tedesco immigrato che riuscì a rivoluzionare il cinema con la forza di un sorriso.

A History of violence di David Cronenberg (2006)
Data pubblicazione: 8 giugno 2007 - Autore: William
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Come mia prima recensione ho rispolverato un film recente e piuttosto controverso dal punto di vista della critica.
Premetto che ho aprezzato molti film di Cronenberg ma non al punto di determinare in me una non obiettività di giudizio, questo mi ha permesso di cogliere sinceramente alcune scelte di campo.. in modo genuino..almeno spero.
Vorrei innanzitutto soffermarmi su un paio di punti che ritengo fondamentali,
per riuscire a cogliere lucidamente alcuni dei passaggi che rendono unico ed enormemente personale un film come HoV.
Sostanzialmente credo che ciò che fa grandeggiare il lavoro di Cronenberg sia il suo magistrale uso dei tempi cinematografici,esaltati sovrammisura in quest’ultimo lavoro.
Le sequenze iniziali sono qualcosa di veramente “grosso”..,
l’uso del silenzio,la capacità di creare un’aspettativa che puntualmente non viene delusa,la scelta perfetta di personaggi e situazioni sono qualcosa che innegabilmente hanno richiesto un grosso lavoro, ci si rende conto da subito che la semplicità non è cosa da tutti,
proseguendo nella visione del film viene a galla tutto il resto… la scelta felice di Mortensen e della Bello (ottima),
il primo aprezzabile secondo me piu ad una seconda visione,innegabile come le sue poche espressioni riescano a far cogliere i conflitti interiori del protagonista…
Mortensen sembra sotto ipnosi,completamente inserito nella storia riesce a cogliere appieno l’anima del personaggio caratterizzandolo al meglio e donandogli un’aura di credibilità mista ad onnipotenza veramente notevoli…
sinceramente pur avendolo apprezzato in film minori (guardatevi -The passion of Darkly Noon- o -Riflessi sulla pelle- di Ridley…),non mi sarei immaginato riuscisse a fare tale lavoro.
Che dire di Ed Harris? dico solamente che la funzione di caratterista che gli viene data oltre a non sminuirlo addirittura lo esalta portandolo ad una delle interpretazioni del ruolo piu degne di nota degli ultimi anni,discorso che vale anche per Hurt in un ruolo inusuale cui la bontà della riuscita è sicuramente da addebitare oltre all’esperienza dello stesso anche alla convinzione di trovarsi di fronte ad un lavoro con cui poteva trasmettere qualcosa,anche con poche inarcate di sopracciglio…
Non so..a me ha rapito dall’inizio alla fine.., l’uso magistrale del ritmo,la scelta felice di alternare violenza e sensibiltà estrema,la contrapposizione tra famiglia originale e famiglia acquisita,il pesante ruolo della colonna sonora,l’uso subliminale della fotografia (soffermatevi attentamente sull’uso dei colori enfatici dosati sapientemente e della luminosità ,ma soprattuttto sulle scale dei “grigi” neutri che caratterizzano alcune scene)…
Un film attualissimo ma allo stesso tempo d’altri tempi paralleli col grande cinema si sprecano pur mantenendo un’autenticità ed un’originalità prerogativa unica dei grandi autori.
A HoV non è un film d’autore con degli stilemi classici che lo contraddistinguono, a HoV è una storia narrata con evidente sincerità e semplicità..è una storia che non necessita di contestualizzazione o che si racchiude in un genere o sottogenere.
Non c’è trucco non c’è inganno, a History of Violence è proprio un’ottimo film.
Buona visione!

