Antonioni (1912-2007) – Bergman (1918-2007)
Data pubblicazione: 31 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: news, ritratti | Lascia un commento

Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman.
Due Maestri del Cinema di tutti i tempi se ne sono andati in punta di piedi, uno dopo l’altro… quasi si fossero dati appuntamento. Noi li ricorderemo sempre attraverso i loro film. A breve, qui sul blog, alcuni approfondimenti sulle opere dei due grandi registi appena scomparsi.
Ma intanto un pò di silenzio.
PARIS KILLER – news n°2
Data pubblicazione: 27 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, corti/video, news | Lascia un commento
In questi giorni stiamo lavorando dietro le quinte affinchè, per il periodo delle riprese, sia tutto organizzato nei minimi dettagli (o quasi!).
E dunque:
- un’interessantissima location per le scene in interni è apparsa davanti ai ns.occhi in questi giorni e stiamo cercando in tutti i modi di non lasciarcela sfuggire;
- stiamo valutando alcuni attori-attrici per le parti principali, mentre per i ruoli secondari siamo sostanzialmente a posto;
- la scena clou del film (da girare in esterni, di notte) verrà realizzata a Mezzolombardo fra l’11 e il 12 di agosto;
- la sceneggiatura è in fase di restyling e nel giro di qualche giorno sarà “pronta all’uso”;
- siamo in contatto col Centro Audiovisivi, tramite il quale riusciremo ad ottenere il prestito di qualche attrezzatura…ed un supporto tecnico per la presa diretta;
- varie ed eventuali
Non posso sbilanciarmi oltre, quindi per ora chiudo qui! A prestissimo altre news decisamente più succulente.
bye
Festival CinemaZero
Data pubblicazione: 23 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, corti/video, eventi/festival, news | Lascia un commento

E’ online da pochi giorni il bando di concorso per poter partecipare al Festival CinemaZero, che si terrà a Trento nelle serate del 3-4-5-6 ottobre 2007. Un concorso nazionale per cortometraggi a “costo zero”, dove la creatività è la sola protagonista.
Il Festival CinemaZero mira al ritorno ad una forma di artigianato che privilegia la creatività pura del singolo artista, grazie al supporto delle nuove tecnologie. Opere a “costo zero” prodotte con il solo ausilio di comuni telecamere digitali (o anche macchine fotografiche, webcams o telefoni cellulari) e di programmi informatici di montaggio facilmente accessibili e utilizzabili. Oltre alla proiezione dei film, il programma prevede momenti di incontro con gli artisti.
Ideato e realizzato dall’associazione Il Funambolo, in collaborazione con alcune realtà associative del trentino… fra cui, indovinate un pò, la qui presente CinemaVertigo!
Termine di partecipazione: 25 settembre 2007
Per saperne di più, cliccate QUI
PARIS KILLER – news n°1
Data pubblicazione: 19 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, news | Lascia un commento
Eccovi in anteprima assoluta alcune notizie ormai certe relative al nostro nuovo cortometraggio, di imminente realizzazione.
- Titolo (di lavorazione): PARIS KILLER
- Regia: Gianpiero Mendini & William Trentini
- Sceneggiatura: Aurelio Laino
- Location: interni ed esterni fra Mezzolombardo e Trento
- Genere: Noir/Thriller
- Durata: 15 minuti circa
- Produzione: CinemaVertigo, col supporto di Format-Centro Audiovisivi PAT
Le riprese verranno effettuate, quasi sicuramente, durante la settimana che va dal 6 al 12 agosto. La produzione è già in contatto con buona parte del probabile cast artistico e tecnico… si cercano comunque collaboratori che abbiano voglia di aiutarci, in vari modi (tutti da stabilire), nella realizzazione del cortometraggio.
Per info: cinemavertigo@gmail.com
..a presto nuove news…
Tarantino bis e il cinema italiano
Data pubblicazione: 18 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: approfondimenti, ipse dixit | Lascia un commento
Come ben saprete, qualche settimana fà un’uscita di Quentin Tarantino scatenò una specie di bufera estiva nei corridoi di cinecittà… il regista più cult del cinema made in USA, durante un’intervista, aveva constatato la pessima condizione odierna (ma che ci portiamo dietro da parecchi anni) del cinema italiano. Titoloni in prima pagina, servizi al tiggì, prese di posizione da parte di illustri esponenti dell’industria cinematografica nostrana: tutti a screditare le parole del loro ormai ex regista preferito. Insomma, il solito patriottismo di maniera. Perchè, parliamoci chiaro, la condizione del nostro cinema è sotto gli occhi di tutti. Qualche interessante pellicola senza (o quasi) distribuzione, qualche giovane autore subito dimenticato o reclutato a fare fiction televisive, zero cinema popolare.
E Tarantino? E’ tornato in questi giorni sull’annosa questione spiegando (fonte: Repubblica.it) i retroscena dell’intervista precedente (quella da cui è scaturito lo tsunami intellettual-cinefilo): A Cannes ero a una tavola rotonda e un giornalista italiano ha detto “non è triste la situazione dell’industria italiana?”. “Sì, è triste”, ho risposto …aggiustando un pò il tiro: Non volevo mancare di rispetto a nessuno, non ho visto gli ultimi film di Olmi e Bellocchio, non conosco l’ultimo Monicelli o Romanzo criminale, non posso giudicare il vostro cinema …e soprattutto rimarcando in maniera precisa le proprie idee a riguardo: Un’industria per crescere, con i film d’arte dei maestri, ha bisogno del cinema popolare dei generi e dall’Italia non arrivano nomi giovani con film d’azione. Dalla Corea o dalla Russia arrivano film rivoluzionari come OldBoy o Nightwatch: perché non fate niente di così forte in Italia? E non c’è bisogno della sala, il successo di tanti autori asiatici viene solo dal mercato dei dvd, in cui i titoli italiani nuovi sono scarsissimi.
A prescindere da Tarantino e dalla sue idee, certo è che sono anni che l’Italia vive in questa specie di limbo nazional-autocelebrativo, nel quale il cinema è stato fagocitato dalle fiction tv (paradossalmente una situazione in qualche modo analoga agli Stati Uniti, dove però il vero cinema lo si trova spesso e volentieri nei serial per la televisione… mentre qui è lo stile mediocre delle fiction ad erigersi come modello per le pellicole che escono in sala!?).
Voi che ne pensate?
Il servo – di Joseph Losey (GB, 1963)
Data pubblicazione: 15 luglio 2007 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: approfondimenti, recensioni, trailers, uscite in dvd | Lascia un commento
Da pochi mesi è disponibile in dvd il capolavoro che Joseph Losey girò dopo lo sfortunato, per vicessitudini produttive, Eva, opera a cui il regista teneva moltissimo ma che i produttori massacrarono senza ritegno. The Servant inaugura la proficua collaborazione con il futuro premio Nobel per la letteratura Harold Pinter che adatta qui un romanzo di Robin Maughan uscito nel ‘48. Il tema intorno a cui gravita il film è quello del rapporto ambiguo tra un ricco rampollo della nobiltà britannica, interpretato dal languido James Fox, ed il suo maggiordomo, un magnifico Dirk Bogarde, attore feticcio del regista. I giochi di potere tra i due richiamano alla mente precedenti illustri, penso in particolare ad alcune piece teatrali come La lezione di Ionesco o le opere dello stesso Pinter; anche Losey d’altronde si era formato sul palcoscenico e vi manteneva forti legami, in particolare con Brecht.
A ulteriore convalida di questa discendenza la pellicola è girata prevalentemente in interni, quasi sempre nel salone della casa vittoriana, figlia del teatro da camera e di un certo cinema americano degli anni ‘40 che ad esso guardava. Bazin° scrisse che questo aspetto il più delle volte è dovuto alla mancanza di idee originali, sia a livello di scrittura che di messa in scena, ma non è certamente il caso di Losey. La sua idea di spazio infatti è spesso avvicinata a quella di Welles – per entrambi l’aggettivo ricorrente usato per definirli come registi è quello di barocco – siamo quindi di fronte ad un modo di girare che fa della profondità, degli angoli e dei movimenti di macchina un elemento con cui giocare e costruire senso. Losey dichiarò ampiamente la sua ammirazione per Welles, di pochi anni più giovane e con una biografia per certi versi simile, lodandone in particolare la cura con cui realizzava ogni inquadratura*.
Il servo venne presentato al Festival di Venezia del ‘63, dove incontrò la diffidenza di pubblico e critica, che gli preferì per il Leone d’Oro Le mani sulla città di Rosi. L’accoglienza in Inghilterra fu invece positiva, ma non mancarono le polemiche per i risvolti politici e psicologici del film, cosa che per un regista come Losey, proscritto come anti-americano da McCarthy ed autoesiliatosi in Europa per poter lavorare tranquillamente, erano inevitabili. Eppure rispetto ai film coevi troviamo qui una sottile inquietudine e un disagio che non sono comuni, nemmeno in autori impegnati (ed in Francia già da qualche anno si era delineata la nouvelle vague, una delle scuole più influenti per il cinema anglofono), sensazioni che forse anticipano quelle tensioni che di lì a poco esploderanno facendo di qualsiasi espressione artistica un gesto politico.
Una nota curiosa, la comparsata del grandissimo chitarrista Davey Graham in una delle poche scene ambientate all’esterno della villa. La potete vedere (e sentire) QUA.
° Bazin affronta il rapporto tra cinema e teatro nel testo Che cos’è il cinema?, una raccolta di saggi edita da Garzanti; sono molto belle le pagine in cui analizza The Little Foxes di Wyler.
* L’ammirazione di Losey per Welles non era però incondizionata, almeno stando a quanto riporta Il Castorino nelle pagine delle citazioni. Egli ne esalta le capacità registiche ma sostiene di non essere mai uscito del tutto soddisfatto dalla visione dei film di Welles, fatta eccezione per L’orgoglio degli Amberson notava negli altri qualcosa di irrisolto. (!)
Cinema dell’altro mondo: Thailandia
Data pubblicazione: 14 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: approfondimenti, news | Lascia un commento
Quando molti anni fa mi sono avvicinato al cinema dell’estremo oriente, l’ho fatto per prendere una boccata d’aria fresca dal “solito” cinema made in USA… di fatto, tolta qualche eccezione (soprattutto europea), l’unica cinematografia regolarmente e massicciamente distribuita nel nostro paese. Mi ci sono avvicinato più per curiosità, al’inizio. Mi chiedevo: vediamo che combinano in Oriente. Ed ero un pò scettico, lo ammetto. Quindi la sorpresa fu grande quando mi accorsi che avevo aperto le porte di un universo cinematografico che mai avrei creduto di trovare: un mondo incredibilmente vario, genuino, creativo, spettacolare ed emozionante. Diverso, si… ma capace di coinvolgerti comunque grazie al linguaggio universale del cinema!
Perchè questa premessa? Per segnalarvi l’interessante aggiornamento del portale ASIANFEAST, questo mese dedicato al cinema thailandese.

Ovviamente del tutto sconosciuto qui in Italia. Ma se la distribuzione nostrana è cieca, nonostante la globalizzazione, ecco che esistono appassionati che non si fermano alle apparenze e, scansata la pigrizia, cercano, studiano, confrontano e ci accompagnano alla scoperta di questi “nuovi” universi cinematografici.
Cito dall’introduzione in home page: “10 anni di storia, dal 1997 ad oggi, per raccontare lo sviluppo della più vitale industria cinematografica asiatica“.
Buona lettura…
AFI’s 100 Years…100 Movies
Data pubblicazione: 13 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: curiosità | Lascia un commento
Girovagando per il web sono incappato in questa curiosa iniziativa dell American Film Institute (AFI appunto) che dà un tocco di ufficialità alla super inflazionata (e piuttosto inutile, diciamocelo) domanda che ogni cinefilo desidera rivolgere agli amici ma che nel contempo odia farsi fare…e cioè: qual è il tuo film preferito?
Ebbene, l’AFI ha preso l’impegno seriamente ed ha fatto la fatidica domanda a decine e decine di attori-attrici-registi-produttori-etc.etc.
Il film preferito di Al Pacino? Singing in the rain! Quello amato dal regista William Friedkin? Quarto potere. E il suo collega M.Night Shyamalan? E Harrison Ford? E…
Beh, scopritelo voi cliccando su questo LINK, oppure andando direttamente a visitare il blog dedicato all’iniziativa!
A proposito… il vostro film preferito qual è?
CINEMA a Corte Trapp
Data pubblicazione: 11 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: eventi/festival, film in sala, news | Lascia un commento
Con un leggero ritardo (le proiezioni sono iniziate mercoledì scorso, 4 luglio) vi segnalo l’interessante manifestazione cinefila che si tiene appunto a Corte Trapp (Caldonazzo) e che ha un sottotitolo piuttosto impegnativo: I FILM PIU’ BELLI DEL MONDO. A primo acchito verrebbe da storcere il naso difronte a cotanto proclama… e invece, scorrendo i vari titoli che dal 4 luglio fino al 22 agosto allieteranno le serate dei tanti (spero) appassionati di cinema trentini e non solo, si scopre che trattasi proprio di capolavori assoluti del cinema di tutti i tempi.
Dopo l’esordio bergmaniano della settimana scorsa (“Fanny & Alexander“), la serata odierna ci riporta in Italia…e più precisamente nel 1958, durante l’epoca d’oro del cinema nostrano. Infatti sarà la volta di uno dei film più significativi della commedia all’italiana: “I Soliti Ignoti“, diretto dal maestro Mario Monicelli.
I prossimi appuntamenti invece porteranno lo spettatore a confrontarsi con le contraddizioni ed il fascino della Hollywood anni ‘50 (“Eva contro Eva“, “Viale del Tramonto“), con il gelo siberiano stemperato dall’amicizia che fa da filo conduttore al capolavoro di Kurosawa “Dersu Uzala“, con le atmosfere cupe e devianti de “La Morte Corre sul Fiume“ (strepitoso thriller in anticipo sui tempi nonchè prima ed unica regia dell’attore Charles Laughton) e con la commedia americana sofisticata anni ‘40 firmata George Cukor (“Scandalo a Filadelfia“). Possibilmente da non perdere, quindi!
Per maggiori info sulla rassegna (organizzata dall’associazione culturale Corte Trapp in collaborazione con Format-Centro Audiovisivi della Provincia autonoma di Trento) e sulle prossime date, cliccate QUI.
la parola a… Sergio Leone
Data pubblicazione: 10 luglio 2007 - Autore: gianpy
Categorie: ipse dixit | Lascia un commento
“Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Poi, dietro a questo spettacolo, si può suggerire tutto quello che si vuole: attualità, politica, critica sociale, ideologia. Ma bisogna farlo senza imporre, senza prevaricare, senza obbligare la gente a subire.
E’ molto più onesto lavorare così, che non pretendere di dire la verità a tutti i costi. E’ proprio quando si crede di dire la verità (e quindi di rappresentare oggettivamente la realtà) che si dicono le più grandi bugie.”
[Sergio Leone - regista]
