and the Marco Aurelio goes to…
Data pubblicazione: 28 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: eventi/festival, news | Lascia un commento
Si è conclusa la 2° edizione della Festa del Cinema di Roma, fra alti e bassi. A Juno di Jason Reitman (figlio d’arte e regista di Thank You for Smoking) è andato il premio come miglior film. La giuria popolare, guidata dal regista premio Oscar Danis Tanovic, è rimasta colpita, divertita, in una parola “emozionata” da questa storia di un’adolescente alle prese con una gravidanza indesiderata, interpretata dalla giovane attrice Ellen Page. “Non potremmo risolverla alla vecchia maniera? Potrei mettere il bambino in un cesto e mandartelo. Come hanno fatto con Mose’“. A parlare e’ Juno MacGuff , protagonista del film, nata dall’immaginazione della scrittrice e sceneggiatrice Diablo Cody.
Il Premio Marco Aurelio al miglior interprete maschile e’ stato assegnato a Rade Serbedzija per Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa, mentre quello alla migliore interprete femminile è andato a Jiang Wenli per il film Li Chun (And the Spring Comes) del regista cinese Chang Wei Gu.
Hafez, film dell’iraniano Abolfazl Jalili, ha vinto il premio speciale della giuria. Altri premi, cosiddetti minori, se li sono aggiudicati Into the wild di Sean Penn, Giuseppe Battiston e Valentina Lodovini per La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati, Forbidden Lies di Anna Broinowski, War/Dance di S.Fine e A.Nix-Fine, Slawomir Fabicki per il progetto Bonobo Jingo.
Dalai Lama Renaissance
Data pubblicazione: 26 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: curiosità, film in sala, news | Lascia un commento
Questa sera, a Padova, verrà proiettato in anteprima nazionale il film Dalai Lama Renaissance. Un documentario, diretto da Khashyar Darvich (che sarà presente alla proiezione, assieme al produttore), che narra l’incontro fra Tenzin Gyatso (il 14esimo Dalai Lama) ed un gruppo di esponenti della cultura americana.
“Quaranta pensatori occidentali viaggiano attraveso le montagne himalayane per incontrare il Dalai Lama e discutere con lui sulle prospettive del nuovo millenio e sui possibili futuri percorsi dell’umanità. Girato a Dharamsala, nello stato indiano dell’Himachal Pradesh, il film racconta le iniziali difficoltà incontrate dagli ospiti ad armonizzarsi fra loro, mette a fuoco lo scontro fra i diversi e potenti ego e si illumina della serenità del Dalai Lama e del suo contagioso sorriso.”
A fare da voce narrante: una star di Hollywood. Richard Gere direte voi (da anni attento alla causa del popolo tibetano, e non solo). E invece no. Trattasi di Harrison Ford, che spiega così il motivo per cui ha accettato l’incarico: “Ho prestato la voce narrante a Dalai Lama Renaissance perchè credo che Sua Santità il Dalai Lama abbia un’influenza positiva nel nostro mondo. Per me il film rappresentava un’opportunità di continuare ad assistere gli sforzi ottimistici di un individuo straordinario”.
Into the wild, il ritorno di Sean Penn
Data pubblicazione: 25 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: news, trailers | Lascia un commento
Ebbene, c’era da aspettarselo. Il più bel film passato finora alla Festa del Cinema di Roma sembra essere quello di Sean Penn. Into the wild, questo il titolo, racconta la storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che appena laureato decide di chiudere il primo capitolo della sua vita (a contatto con una famiglia a dir poco autodistruttiva) e di aprirne uno nuovo, lasciando tutto & tutti e dirigendosi (dopo aver percorso mezza America) in Alaska. A contatto solo con se stesso, fra freddo e solitudine.
Tratto dal libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer, il film segna il tanto atteso ritorno del bravo attore americano dietro la macchina da presa. Un talento capace con solo 3 film e mezzo (Lupo solitario, 3 giorni per la verità, La promessa + l’episodio del collettivo 9/11 sulla strage delle Torri Gemelle) di imporsi come uno dei registi più importanti, influenti ed innovativi del cinema USA degli ultimi 15 anni.
Uscito negli States il 21 settembre scorso (la data italiana è ancora sconosciuta), Into the wild annovera fra il cast Emile Hirsch, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Catherine Keener, William Hurt e Marcia Gay Harden. Colonna sonora a cura, fra gli altri, dei Pearl Jam!
Da non perdere, insomma. Intanto godetevi il trailer originale.. buona visione!
60 anni per Kevin Kline
Data pubblicazione: 24 ottobre 2007 - Autore: gianpy
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Oggi compie gli anni un altro dei nostri attori preferiti.
Kevin Delaney Kline, nato il 24 ottobre 1947 a St. Louis nel Missouri, è uno degli attori più talentuosi e versatili del cinema americano.
Impossibile non ricordarlo ne Il grande freddo, comedy-drama generazionale interpretato da un cast a dir poco incredibile (oltre a lui, Tom Berenger, Glenn Close, Jeff Goldblum, William Hurt) o in Un pesce di nome Wanda, strepitosa commedia in stile “Monty Python” (non a caso è co-interpretato da alcuni dei componenti del gruppo inglese: Michael Palin e John Cleese) con la quale ha vinto un Oscar come migliore attore non protagonista.
Ma Kline, attore teatrale di razza, se l’è cavata egregiamente anche in territori drammatici (Grand Canyon, Tempesta di Ghiaccio), nel western (Silverado), nel thriller (Un detective…particolare) riuscendo a esprimersi al meglio sia come protagonista assoluto (per esempio nel biopic De-Lovely, sulla vita di Cole Porter) che come eccellente comparsa (in un film corale come Radio America, ultimo lavoro di Robert Altman).
Ma è la commedia il suo vero amore… basta guardare In & Out per accorgersene. Tanti auguri, Kevin.
cinemaZERO, resoconto di un inaspettato successo
Data pubblicazione: 20 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: approfondimenti, corti/video, eventi/festival | Lascia un commento
Con clamoroso ritardo ecco che trovo un momento per riordinare le idee e fare un piccolo resoconto della 1° edizione del Festival CinemaZERO, tenutosi a Trento dal 3 al 6 ottobre.
Inizio subito col dire che la manifestazione, pur essendo l’ultima arrivata nel panorama inflazionato dei concorsi per cortometraggi, si è immediatamente imposta all’attenzione dei tanti videomakers e delle numerose associazioni di cinema che caratterizzano il territorio italiano (e non solo).

Parecchie decine di cortometraggi sono arrivati in loco, presso l’associazione Il Funambolo (organizzatrice dell’evento), e l’opera di selezione dei lavori (che ha coinvolto anche altre associazioni cinefile trentine, fra cui la nostra) non è stata per niente una passeggiata.
Alla fin fine sono stati ammessi al concorso vero e proprio 12 cortometraggi di tipologia-genere-durata molto differente gli uni dagli altri ma accomunati da un’idea di cinema a “zero budget”. Durante le serate i film sono stati proiettati e contemporaneamente votati sia da una giuria tecnico-critica che da una giuria “popolare” (per entrare più nel dettaglio della composizione delle giurie, cliccate qui).
Volete sapere chi ha vinto? Giusto? Ecco quindi i risultati:
PREMIO GIURIA TECNICA: H di Marco Lucisano
PREMIO GIURIA POPOLARE: Amelia di Chiara Idrusa Scrimieri
MENZIONE SPECIALE GIURIA TECNICA: Amelia di Chiara Idrusa Scrimieri
(per le motivazioni, cliccate qui)
…ma non penserete davvero che ci limitiamo alla semplice trascrizione dei vincitori! Giammai! Ecco quindi l’elenco completo dei titoli in concorso, seguiti da un piccolo commento critico personale… buona lettura e ci vediamo alla prossima edizione!
Fobia di Ciro Eugenio Caliandro: idea interessante seppur già vista (ad alcuni ha ricordato “Saw l’enigmista”, a me “Haze” di Tsukamoto Shinya) e realizzazione efficace: pecca solo nel voler spiegare tutto alla fine…
L’indiano di Flavio Costa: corto-parodia alla Starsky & Hutch, con dialoghi in macchina e pseudo inseguimenti. Poco più che un giochetto fra amici. Ma si ride (ed è già qualcosa).
Doppelganger III di Vittorio Demarin: un videoclip, colorato, ritmato, animato, sul tema del doppio. Di difficile catalogazione ma interessante e simpatico.
T3ste di Alessandro Grassi: un trattato sull’emicrania, fra il serio e il faceto…tre episodi introdotti da un trio canterino… corto sconclusionato ma divertente. Monty Python rules!
Buon Vento di Tiberio Grego: camera a mano, movimenti traballanti causati dall’ambientazione barcaiola, tutto o quasi visto attraverso la soggettiva del protagonista, accompagnato nel suo ultimo viaggio da alcuni amici… classico corto più bello da raccontare che non da vedere. Ad alcuni è piaciuto, a me no.
Moka di Giorgio Laini: una ragazza prepara con cura il caffè. Bevuto, si alza e se ne va. Fine. Elogio della semplicità? Cortometraggio zen? Ne dubito fortemente… emblema di come “accendere una videocamera” non significhi “fare cinema”.
H di Marco Lucisano: Un ottimo esempio di animazione in stop-motion. Un vecchio, malato e malandato che vive come segregato in una stanzetta. Realizzazione perfetta, pecca forse solo di un certo compiacimento formale e di un pò di ritmo. Poco Harryhausen e molto Švankmajer. Lo avrei messo Fuori Concorso.
Fionda la nana di Alessio Muzi: uno dei migliori corti in competizione, anche se pure questo è ai limiti della categoria “a zero budget”… si nota infatti una produzione molto ben organizzata ed attrezzature di un certo livello. Ma come non divertirsi nel seguire le peripezie di Valeria, aka Fionda la nana? Un supereroe con superproblemi. Idea, recitazione e regia da applauso. Bravi.
Come tuo fratello di Daniele Santonicola: Apologia contro la delinquenza giovanile nel sud Italia, raccontata da e attraverso gli occhi di una ragazzina innamorata. Semplicistico e scontato ma interpretato con inaspettata capacità e diretto con mano sicura. Cinema moralistico ma appassionante.
Amelia di Chiara Idrusa Scrimieri: Come un’idea semplice può toccare il cuore del pubblico ed emozionare. Una nonna (viso buffo e occhi grandi), una videocamera appoggiata su un tavolo, un diario scritto e letto con simpatia e nostalgia. Cinema zero al 100%. Forse un pò troppo lungo e non del tutto originale. Ma funziona.
Un certain regard di Mario Tani: A parte la (facile) scelta stilistica di virare tutto in giallo e blu, un bell’esempio di cinema di genere che richiama alla mente sia certi poliziotteschi italiani dei ‘70 che certo gusto del paradosso tipico di Quentin Tarantino. Molto ben recitato, dialoghi frizzanti, regia e montaggio ben collaudati. Promosso!
One Face Theatre di Mariusz Wojitowicz: Una ragazza che fa jogging nota uno strano baldacchino posto in mezzo alla strada…decide di dare un’occhiata e ci infila la testa: che lo spettacolo abbia inizio! Assurda, esilarante, colorata, folle messa in scena di un “one face show”. Un divertente mix di cinema-cabaret-musical. Indescrivibile.
Lette qua e là
Data pubblicazione: 14 ottobre 2007 - Autore: Maurizio Mameli
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Qualche citazione curiosa nell’attesa di news più sostanziose
Mario Monicelli
Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente.
(Alla consegna del Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1991)
Ingmar Bergman
Non c’é nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.
François Truffaut su Roberto Rossellini
Roberto mi ha insegnato che il soggetto di un film è più importante dell’originalità dei titoli di testa, che una buona sceneggiatura deve stare in dodici pagine, che bisogna filmare i bambini con maggior rispetto di qualsiasi altra cosa, che la macchina da presa non ha più importanza di una forchetta e che bisogna potersi dire, prima di ogni ripresa: “O faccio questo film o crepo”.
Gian Maria Volontè
Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.

David Lynch in mostra
Data pubblicazione: 9 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: eventi/festival, news | Lascia un commento
Interessante mostra “lynchiana” alla Triennale di Milano.
Il 9 ottobre il capoluogo lombardo inaugura infatti la mostra “The air is on fire”, una collezione di quadri, disegni e scatole d’archivio piene di fotografie che il regista americano non aveva mai esposto prima.
L’originale allestimento, in programma fino al 13 gennaio, e’ ideato da Lynch stesso e si propone come un viaggio attraverso quella passione per la pittura, la fotografia e il disegno che il regista non ha mai abbandonato nella sua lunga carriera.
Lungo l’originale percorso espositivo si potranno visionare dei film di animazione in una sala cinematografica in miniatura che richiama Eraserhead, un disegno dell’artista rappresentante un salotto, e’ trasformato in una ricostruzione a grandezza naturale, i Distorted Nudes, la serie dei fotomontaggi digitali creati a partire da fotografie erotiche che vanno dagli anni 1840 al 1940, e molto altro ancora.
(fonte RaiNews24)
Un po’ di notizie…
Data pubblicazione: 6 ottobre 2007 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: film in sala, happy birthday to.., news | Lascia un commento
… nell’attesa che Gianpiero ci faccia un resoconto del festival cinemaZERO.
Tornerà presto nelle sale il cultmovie Blade Runner, in un’edizione restaurata che pare sarà diversa sia dall’originale del 1982 che dalla director’s cut che Ridley Scott fece uscire dieci anni dopo; con molta fantasia l’operazione è stata intitolata The final cut. Particolare enfasi viene data alla tecnologia utilizzata per il recupero, la scansione ad altissima definizione e alla preannunciata strenna natalizia in dvd. L’operazione potrebbe sembrare discutibile, meramente commerciale, però l’idea di rivedere in sala un mito del cinema science fiction non può che far piacere ai tantissimi appassionati. Blade Runner è stato, assieme ad Alien dello stesso Scott, uno di quei film che hanno cambiato l’immaginario cinematografico: non più un futuro asettico e ordinato ma una metropoli caotica, cupa e violenta, figlia del cinema noir classico e dei libri di Dick e Gibson, che negli stessi anni “inventava” la letteratura cyberpunk.
La seconda notizia è un anniversario, oggi è l’ottantesimo compleanno del sonoro, che fece la sua comparsa ne Il Cantante di Jazz di Alan Crosland, dopo una lunga serie di esperimenti poco fortunati sulla sincronizzazione tra musica e immagini. Ricordando la proiezione Frank Capra narrò di “un terremoto che sconvolse il mondo del cinema dalle fondamenta. Lo schermo, muto sino ad allora, aveva una voce!”
la parola a… Stanley Kubrick
Data pubblicazione: 4 ottobre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: ipse dixit | Lascia un commento
“La cosa migliore, in un film, è quando le immagini e la musica creano l’effetto. La lingua, quando è utilizzata, deve certo essere più intelligente e immaginosa che può…ma mi interesserebbe molto fare un film senza parole. Si potrebbe immaginare un film dove immagini e musica fossero utilizzate in modo poetico o musicale, dove si avesse una serie di enunciati visivi impliciti piuttosto che delle esplicite dichiarazioni verbali. Nessuno ha mai fatto un film importante dove questi aspetti unici dell’arte cinematografica siano il solo mezzo di comunicazione.
Eppure, le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone si parlano, ma quasi sempre scene di musica ed immagini.”
[Stanley Kubrick - regista]
