Secret Sunshine (Milyang, 2007)
Data pubblicazione: 3 novembre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: news, recensioni, trailers | Lascia un commento
Il ritorno dietro la macchina da presa di Lee Chang-Dong è intriso di tristezza ed emozioni a volte trattenute, a volte urlate a squarciagola. Secret Sunshine (in originale Milyang, dal nome della cittadina in cui la protagonista si trasferisce) è il quarto film del grande regista sudcoreano e si inserisce perfettamente all’interno di un quadro autoriale ben definito: a Lee Chang Dong interessa scandagliare i meandri dell’anima, dei sentimenti repressi, della mente sconvolta da accadimenti che vanno al di là dell’umana sopportazione. Un cinema sofferente, che racconta la perdita, la solitudine, l’incomprensione, la malattia…ma lo fa sempre senza scadere in facili soluzioni, senza far ricorso a moralismi inopportuni ed anche senza peli sulla lingua. Come nella scena di Secret Sunshine in cui Jeon Do-Yeon (eccezionale, non a caso premiata all’ultimo Festival di Cannes per la sua interpretazione) si ribella con forza alla fin troppo veloce assoluzione della Chiesa verso la “causa del suo male” rispetto al dolore subito e mai cicatrizzato.
Dopo Green Fish, Peppermint Candy, Oasis…e dopo aver abbandonato temporaneamente il cinema per dedicarsi alla sua gente come Ministro della Cultura e del Turismo, Lee Chang-Dong questa volta ci parla di una donna, una giovane donna di Seul, che si trasferisce col figlioletto nel cittadina originaria del marito appena scomparso. Abituata ad una vita “a tre” e con i ritmi della capitale, riesce piano piano a crearsi una dimensione nuova, grazie all’aiuto morale della gente del luogo. Particolari attenzioni le vengono rivolte soprattutto da un simpatico gestore di un’auto-officina del posto, interpretato da Song Kang-Ho. Ma proprio nel momento in cui sembra aver trovato la tanto agognata pace ed un soffio di serenità, il destino crudele la condanna a soffrire la pena più grande per una madre. E la risalita sarà un’impresa assai ardua, con conseguenze che lasceranno il segno per sempre.
Forse pecca un pò nella durata (classico problema di quasi tutti i film coreani) ma questo non toglie spessore ad un’opera dall’intensità unica. Chissà se verrà un giorno distribuito pure qui in Italia… intanto godetevi (si fa per dire) il trailer originale:
Attori… da serie tv
Data pubblicazione: 1 novembre 2007 - Autore: gianpy
Categorie: approfondimenti, curiosità, ritratti, serie tv/telefilm | Lascia un commento
Cinema e tv, film e telefilm: un binomio legato indissolubilmente dall’utilizzo dello stesso linguaggio (o quasi), quello “audiovisivo”, ma allo stesso tempo caratterizzato profondamente da elementi differenti: la durata della narrazione, il range di approfondimento dei personaggi, il target a cui sono rivolti, le aspettative del pubblico. E gli attori? Beh, una volta il “serial tv” era una specie di trampolino di lancio per future star.

Basti pensare a Michael J.Fox, scelto per interpretare Marty McFly in Ritorno al Futuro (uno dei maggiori blockbuster della storia del cinema), dopo anni di gavetta televisiva con il famoso (anche in Italia) Casa Keaton. O il giovanissimo Leonardo di Caprio che faceva capolino nella serie Genitori in blu jeans…per non parlare di Bruce Willis, star di Moonlighting prima ancora che di Die Hard o a George Clooney, dottore in E.R.
Negli ultimi anni però sta accadendo un fenomeno inverso. Pur continuando ad essere fucina di piccole-grandi star hollywoodiane (ma in tono minore rispetto al passato, basti pensare all’attuale status cinematografico dei protagonisti di Friends), il telefilm diviene sempre più luogo nel quale attori, un tempo affermati, trovano la famosa “seconda opportunità”.
Facciamo qualche esempio.
Vi dicono qualcosa titoli come Vivere e morire a L.A. o Manhunter? Sono due dei migliori polizieschi-thriller di sempre, nonchè due chicche cinefile degli anni ‘80… il primo diretto da William Friedkin ed il secondo da Michael Mann. Ebbene, il protagonista assoluto dei due film si chiama William L. Petersen, meglio conosciuto al grande pubblico come Gil Grissom della serie tv C.S.I.!
Il serial, come sapete, ha creato due “spin-off” dai titoli C.S.I. Miami e C.S.I.
New York: il primo interpretato da David Caruso (ora: Horatio Caine, prima: comparsa in Rambo, è il ragazzo-cacciatore che incontra Stallone che fugge nel bosco, e attore in vari film fra cui I Gemelli, King of New York e Jade…quest’ultimo diretto ancora da W.Friedkin, che si dimostra essere quindi un grande talent scout!), il secondo da Gary Sinise (ora: Mac Taylor, prima: attore e regista di razza, protagonista di film come Forrest Gump, Apollo 13, Uomini e Topi, Omicidio in diretta).
Chuck Norris è diventato in questi anni un’icona televisiva quasi trash, con la sua recitazione monocorde, l’espressività che rasenta lo zero, la banalità delle trame proposte negli episodi del serial Walker Texas Ranger. Eppure ha successo e ormai da parecchi anni ci “allieta” durante l’orario di cena. Chuck = Walker, quindi. Ma…e del glorioso passato sportivo di Norris che mi dite? Sapevate che fra i ‘60 e i primi ‘70 è stato ben sette volte consecutive campione mondiale di karate? Sapevate che il suo primo ruolo cinematografico fu accanto a Bruce Lee in Way of Dragon (aka L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente)? E soprattutto…sapevate che, prima di cimentarsi con Walker, il buon Chuck aveva interpretato la bellezza di oltre 30 film per il cinema?? Andiamo avanti.

Quando sento il nome di Kim Cattrall, di Robert Sean Leonard, di Jennifer Beals, di Mandy Patinkin o di Patricia Arquette ho dei flash cinematografici precisi: penso rispettivamente alla partner di Kurt Russell in Grosso guaio a Chinatown, al giovane studente suicida de L’attimo fuggente, alla ballerina-lavoratrice di Flashdance, allo spadaccino spagnolo a caccia di vendetta per la morte del padre in La storia fantastica e alla turista americana coinvolta e sconvolta dal regime birmano in Oltre Rangoon di J.Boorman. Ma scommettiamo che se faccio un sondaggio e mostro la foto degli attori ad un vasto pubblico, tali interlocutori mi risponderanno in maniera diversa? Più o meno così: Sex & the City, Dottor House, L-Word, Criminal Minds, Medium.
E la lista sarebbe lunghissima… continuiamo?