7 years ago
Data pubblicazione: 29 marzo 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: curiosità, ipse dixit | Lascia un commento

Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.
Arthur Charles Clarke (1917 – 2008) da Profiles of the Future, 1973
Goodbye Richard Widmark
Data pubblicazione: 27 marzo 2008 - Autore: gianpy
Categorie: R.I.P., news | Lascia un commento
Se n’è andato, alla veneranda età di 93 anni, un’altra di quelle “facce da cinema” inconfondibili che hanno reso grande la Hollywood degli anni d’oro. Al pari di personaggi come Robert Mitchum, Sterling Hayden o Lee Marvin (giusto per citare qualche suo importante collega), Richard Widmark diventa un’icona, un grande attore-caratterista chiamato ad interpretare ruoli spesso scomodi, cattivi, ambigui, senza via d’uscita… sia che faccia il nemico, sia che interpreti “l’eroe”.
Non a caso diviene un volto utilizzato da registi anticonformisti come Samuel Fuller (Mano Pericolosa), Edward Dmytryk (Ultima Notte a Warlock), Stanley Kramer (Vincitori e Vinti) e Delmer Daves (L’Ultima Carovana).
Fra gli altri film da ricordare, impossibile non citare l’esordio col botto (nomination all’Oscar nel 1948) con il capolavoro Il Bacio della Morte di H.Hathaway.. e Coma Profondo, interessante thriller-medico diretto da Michael Crichton nel 1978.
Semplicemente indimenticabile.
L’estate di Kikujiro (Kitano – 1999)
Data pubblicazione: 25 marzo 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, news | Lascia un commento
Giovedì 27 marzo, ore 20.30 circa, proiezione del film “L’estate di Kikujiro“. Diretto ed interpretato da Takeshi Kitano, musiche di Joe Hisaishi. – Saletta video del Barycentro, p.zza Venezia n°38 – Ultimo appuntamento della rassegna sul cinema giapponese… quindi, non mancate! ^_^
Rapsodia in Agosto (Kurosawa – 1991)
Data pubblicazione: 18 marzo 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, news | Lascia un commento
Rapsodia in agosto, dedicato alla bomba atomica di Nagasaki, è il penultimo film di Kurosawa e probabilmente lui sarebbe stato d’accordo a definirlo il più importante. Il regista diceva che i suoi ultimi film cercano di parlare sommessamente all’uomo “il rispetto (dell’altro, della natura), la gentilezza, la comprensione reciproca, la riconoscenza, l’amicizia, l’umanità insomma, sono la cosa più importante per l’uomo. Se sono riuscito a comunicare questi sentimenti sono felice”. (Massimiliano Pizzirani)
Penultimo lavoro del grande regista nipponico Akira Kurosawa, “Rapsodia in Agosto” risale al 1991. E’ un’opera crepuscolare che risente di tutti i difetti dell’essere tale: riesumazione dei temi già precedentemente affrontati e narrati con i toni che da sempre hanno contraddistinto il suo cinema. Tra l’altro la pellicola fu sottoposta agli aspri giudizi di parte della critica che rimproverava il pericoloso inclinarsi di Kurosawa verso criteri di produzione artistica sempre più occidentalizzanti. Critiche eccessive, che si muovono soprattutto sulla scia di un ridimensionamento del lungometraggio a semplice commemorazione della strage di Hiroshima e Nagasaki. (desade)
La storia di una vacanza di quattro ragazzi dai dieci ai diciott’anni in una vecchia casa di campagna presso Nagasaki, in compagnia della una nonna quasi novantenne. Poi alla compagnia si aggiunge un cugino nippo-americano. Kurosawa, attraverso le diverse generazioni racconta la distanza tra il giappone prebellico e quello attuale, il tutto è imperniato sul ricordo della bomba atomica, vero snodo della storia e della vita del paese. A tutto questo fà da contraltare il cugino americano, chiamato a confrontarsi con la responsabilità storica della tragedia. La figura della nonna, nel finale, che cammina, con solo un ombrellino come scudo, contro il vento e la pioggia, come allora contro le radiazioni, in una sorta di trance onirica è una delle scena più belle dell’opera di Kurosawa. (ignotomarinaio)
Proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano
Giovedì 20 marzo – Barycentro, ore 20.30
Moolaadé di Ousmane Sembène
Data pubblicazione: 8 marzo 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: CinemaVertigo presenta, recensioni | Lascia un commento
Secondo Amnesty International la pratica rituale delle mutilazioni genitali femminili è praticata ampiamente in quasi trenta paesi. In alcune aree viene inflitta a più del 90 per cento delle donne. Milioni di donne.
Si è conclusa ieri sera la minirassegna “AFRICA E…” assieme agli amici del circolo L’Allergia: per questa festa della donna non poteva capitare film migliore che Moolaadé. Il vecchio leone del cinema africano, colui che per primo, negli anni ‘60, girò un film nella sua terra d’origine, racconta infatti la storia di una donna coraggiosa che decide di proteggere quattro bambine dalla pratica della mutilazione genitale. Vicenda corale che ruota intorno alle tre mogli della famiglia, Sembène ambienta l’opera quasi completamente in esterni, nel cortile della casa dove le donne parlano e solidarizzano, nella piazza davanti alla bellissima moschea in cui gli uomini danno consiglio, nella foresta in cui vengono portate le bambine terrorizzate. Tutto è alla luce del sole nel villaggio, condiviso e dibattuto, così solo un potente incantesimo che nessuno osa infrangere può tenere in scacco il paese.

Alla notte e al privato viene relegata la violenza, quella del sesso senza piacere di chi non ha potuto evitare la mutilazione o quella della vendetta verso chi ha osato intromettersi in questioni non sue. Solo nel finale, quando il crescendo delle tensioni giunge al culmine, la brutalità degli uomini esplode aperta e pubblica, generando conseguenze imprevedibili e penetrando nella coscienza di ognuno.
L’impronta neorealista, l’uso di attori non professionisti per molti ruoli, l’attenzione per il quotidiano con tutti i suoi risvolti buffi o drammatici, ci proiettano nella vita e nella cultura di un popolo che vive ai margini della modernità, dove i ritmi sono lenti e la religione si innesta su antiche tradizioni. Il regista, ormai ottantenne, dichiarò di aver girato Moolaadé per la sua gente e non per il pubblico occidentale, ma la forza e l’universalità dei valori che rappresenta rendono il film toccante e comprensibile anche a noi.
IL SOLE – MOOLAADE
Data pubblicazione: 5 marzo 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, news | Lascia un commento
Doppia serata di appuntamenti cinefili, questa settimana, per la nostra associazione.
Giovedì 6 marzo, presso il Barycentro, verrà proiettato il film IL SOLE di Aleksandr Sokurov (all’interno della rassegna sul cinema giapponese). Un film diviso fra fiction e documentario che narra le gesta dell’imperatore Hirohito a cavallo della tragica disfatta che ebbe come culmine lo sgancio delle due bombe atomiche ad Hiroshima e Nagasaki.
Venerdì 7 marzo, invece, ci spostiamo a Ravina (presso la sala circoscrizionale) per l’ultimo appuntamento della rassegna “AFRICA E…” che questa volta ci porterà ad affrontare un tema delicato come quello dell’infibulazione (pratica ancora viva nei paesi del terzo mondo, soprattutto nel “continente nero”). Il film MOOLAADE, del senegalese Ousmane Sembène, racconta una storia di lotta ed emancipazione femminile che non lascerà certo indifferenti.
Buona visione!