Un artigiano della pellicola
Data pubblicazione: 22 aprile 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: R.I.P., curiosità, ipse dixit | Lascia un commento
In attesa di notizie dal Far East Festival un piccolo omaggio a uno degli artigiani che hanno fatto grande il cinema italiano: Enzo Verzini. Un nome forse poco noto al grande pubblico ma che ha rivestito estrema importanza per molti addetti ai lavori, tra i quali i registi Fellini, Antonioni, Pontecorvo, tanto per citarne alcuni, con cui Verzini ha collaborato. Esperto di fotografia, sapeva scegliere e trattare le pellicole in modo da ottenere impasti e toni particolari, operando in sede di sviluppo con tecniche in gran parte ancora segrete. Negli ultimi anni aveva assunto l’incarico dei restauri per la collana Cinema Forever, lavorando su alcuni classici del nostro cinema, film che nell’edizione in dvd presentano gustosi extra tra cui il dovuto riconoscimento alle sue abilità. Cercando sulla rete qualche notizia in più ho scovato questa intervista di qualche hanno fa, mentre è un peccato notare che per l’IMDB, nonostante la reputazione mondiale del personaggio, sia praticamente uno sconosciuto.
Chissà come si annoia al cinema, allora?
Non ci vado mai. A mia moglie non piace e pur’io preferisco una passeggiata, una cenetta a lume di candela, un posticino elegante o magari una partitina a poker, qui a casa.
Far East Film n°10 – Udine 18/26 aprile
Data pubblicazione: 16 aprile 2008 - Autore: gianpy
Categorie: eventi/festival, news | Lascia un commento
Torna anche quest’anno “il più grande festival di cinema popolare asiatico”, il Far East Film Festival di Udine.
Dal 18 al 26 aprile la ridente (uhm..) cittadina friulana sarà presa d’assalto da flotte di appassionati, cinefili, critici, semplici curiosi che si immergeranno in un fittissimo programma di proiezioni asiatiche per tutti i gusti: dall’immancabile horror day (padrino della manifestazione, quest’anno, è il regista-creatore di Ring e Dark Water Hideo Nakata!) alla retrospettiva anni ‘50 sul regista sud-coreano Shin Sang-ok, dagli attesissimi ultimi lavori di Johnnie To (Sparrow, Mad Detective) e Miike Takashi (Crows – episode 0), alle tante opere provenienti da cinematografie lontanissime e quasi sconosciute come quelle filippine, taiwanesi, malesi, ecc…
Un vero caleidoscopio di colori, volti, paesaggi, emozioni provenienti dall’estremo oriente… il tutto proposto all’interno di una cornice, quella udinese, che ormai ospita il festival da ben 10 anni!
Un piccola costola di CinemaVertigo sarà presente durante i primi giorni della manifestazione (sennò che blog di cinema saremmo!). E quindi aspettatevi a breve un piccolo resoconto e qualche foto!
Per qualunque info tenete d’occhio il SITO e il BLOG del Far East Film Festival, oppure il forum AsianFeast (con aggiornamenti “minuto per minuto” sullla manifestazione).
Bergman (encore)
Data pubblicazione: 12 aprile 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: cinema su carta, ipse dixit | Lascia un commento
Facciamo il bis, ancora qualche stralcio dal libro Conversazione con Ingmar Bergman
Bergman: Olivier, sono circa tre o quattro volte che lei usa la parola ispirazione. Non credo nell’ispirazione. Lei proviene da un’altra cultura ed è giovane. Credo che l’ispirazione sia un’idea romantica, l’idea che le cose vengano da Dio. Ma se non si crede in nessun Dio, se si crede semplicemente nel proprio lavoro e non nell’ispirazione, si crede nella propria personale capacità creatrice, nel’esperienza, nell’applicarsi. Io credo nell’applicazione. Sono molto pedante e cerco, almeno nel mio lavoro, di essere onesto.
Stig Bjorkman: Ma allora lei si applica anche di notte, perché sogna e talvolta i sogni diventano…
Bergman: No. Questo sta sotto, è la cucina. E’ l’inconscio che lavora di notte, quando si sogna… Non si tratta di applicazione. E’ un’altra cosa quella che si verifica. Ma l’ispirazione è qualcosa che proviene dall’esterno mentre ciò che io faccio viene da dentro. Può nascere da riflessioni provocate dalla vita, da cose che capitano, da cose che la gente racconta, tutta questa straordinaria qualità del reale… Dunque, nessuna ispirazione! Soltanto applicazione!

Bergman su carta
Data pubblicazione: 8 aprile 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: cinema su carta, ipse dixit, trailers | Lascia un commento
Fresca ristampa per il breve saggio Conversazione con Ingmar Bergman che vede riproporsi l’efficace modello del regista, in questo caso due, Olivier Assayas e Stig Bjorkman, che interroga un più celebre e anziano maestro. Idea interessante ma, a mio avviso, qui non particolarmente riuscita, un po’ per la reticenza di Bergman stesso a raccontarsi e analizzare la propria opera, un po’ per il breve tempo, poche ore nei pomeriggi dal 14 al 16 marzo del 1990, concessa agli intervistatori.
Aggiungendo che per di più i tre hanno dovuto optare per intendersi tra loro per la lingua inglese, rendendo meno naturale e preciso il fluire delle parole, ed otteniamo così un risultato interessante solo a metà, ben lontano ad esempio dal ricco volume di Cameron Crowe dedicato a Billy Wilder. In ogni caso se cercate una lettura piacevole che vi avvicini all’universo del grande svedese dategli un’occhiata, tra le righe è possibile cogliere il carattere e le idee del personaggio, la sua storia, come pure opinioni su cinema e teatro, riportate da una fonte che ne ha attraversato con entusiasmo le vicende fin dall’epoca del muto (!).
Buona lettura.
Assayas: Vorrei farle una domanda su chi e cosa l’ha influenzata. Ci ha detto che i film francesi l’hanno segnata. Da quale punto di vista? E in che cosa si differenziavano tanto dagli americani? Guardano i suoi primi film, si ha la sensazione che lei sia altrettanto in sintonia con il cinema americano.
Bergman: Sono in sintonia con il cinema perchè sono uno dei pochi cineasti al mondo che ama vedere i film degli altri. E’ difficile da spiegare perchè non avete conosciuto il muto. Sono cresciuto con il cinema muto e, sembra banale a dirsi, ma il muto stava diventando un’arte, perchè l’arte cinematografica faceva vedere la più straordinaria scena di teatro: il volto umano. Già dal 1910 Griffith lavorava coi primi piani. Molto presto li hanno usati in Danimarca, ed è stato quello il grande momento dei danesi. Poi, nel 1913, è stato il turno degli svedesi. Era interessante osservare come il dispositivo fosse ancora quello teatrale, ma avevano già cominciato a immaginare un eccellente impianto scenico. Recitavano davanti alla cinepresa e sullo sfondo dell’inquadratura si vedevano altre cose capitare simultaneamente.[...]
Belle, nell’appendice scritta da Assayas, le parole su Sussurri e grida: [...]è il compimento della visione poetica ed estetica di Bergman. Fra il sogno e la realtà più triviale, ai confini della vita e della morte, è un film in estasi dove si spalancano all’improvviso porte a cui Bergman ha bussato e ribussato per tutta la sua opera della maturità. E’ un film che, dall’inizio alla fine, si sviluppa là dove in genere il cinema non riesce a entrare, un film come un respiro, che passa, ci pervade senza che si deflori la sua grazia e il suo mistero, per sparire senza rumore, lasciando il mondo trasformato.
Persepolis
Data pubblicazione: 6 aprile 2008 - Autore: gianpy
Categorie: film in sala, recensioni, trailers | Lascia un commento
Qualche settimana fà ero a Udine per seguire una manifestazione e, complice un improvviso cambiamento di programma, sono andato a vedere questo bel film di Marjane Satrapi. I film d’animazione solitamente mi piacciono però di Persepolis non sapevo praticamente nulla e quindi sono andato al cinema all’oscuro di tutto trascinato dagli occhi entusiastici della mia compagna di viaggio. Beh… una piacevole sorpresa!
Il film (autobiografico e tratto dall’omonimo romanzo a fumetti della stessa Satrapi) racconta il prima, il durante e il dopo rivoluzione iraniana (siamo fra gli anni 70 e gli 80) visti attraverso gli occhi della piccola Marjane: i suoi sogni, gli incontri, le passioni, i viaggi, le contraddizioni, la guerra. E sullo sfondo la storia di un Paese funambolo sul filo del passato e del futuro.
Un’opera che fa riflettere ma che intrattiene e fa spesso sorridere, grazie ad una caratterizzazione strepitosa dei personaggi principali (la piccola Marjane ma non solo… penso ad esempio alla nonna oppure allo zio ribelle), ad un’animazione essenziale e minimalista che si mette a totale disposizione della storia narrata (senza sfoggi tecnicistici o effetti speciali mirabolanti), ad una colonna sonora piacevole che riprende molti dei brani famosi in quegli anni, dagli Abba alle musiche di Rocky.
Insomma, per chi ancora non l’avesse visto: un film da recuperare assolutamente!
Charlton Heston (1924-2008)
Data pubblicazione: - Autore: gianpy
Categorie: R.I.P., news | Lascia un commento
Un altro grande di Hollywood che se ne va… Charlton Heston non sarà forse ricordato come l’attore più espressivo del pianeta (bisgona ricordare che era coetaneo di Marlon Brando, di Paul Newman e di altri attori decisamente più “dotati” nell’arte della recitazione) però è riuscito negli anni a sviluppare un suo particolare ed efficace metodo che definirei “granitico”. Un’espressività, cioè, resa più con i gesti, con la prestanza fisica, con l’autoironia… un caratterista diventato, grazie anche a scelte oculate, una star (Schwarzenegger non a caso ha proprio preso spunto da Heston, di cui era buon amico, nello sviluppare il suo modo di recitare).
Nell’arco di più di 50 anni è stato protagonista di pellicole leggendarie come Ben Hur, L’infernale Quinlan, Il Pianeta delle Scimmie e di piccoli grandi cult-movies come 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, 2022: i sopravvissuti, Il seme della follia… per citare solo alcuni dei suoi oltre 100 film.
Nel bene e nel male (vedi la sua “partecipazione” al doc. Bowling a Columbine di Michael Moore) un protagonista assoluto del 20° secolo!
John Ford news
Data pubblicazione: 1 aprile 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: news | Lascia un commento
La notizia è di quelle sensazionali: pare ormai certo il ritrovamento delle bobine integrali di uno dei primissimi lavori di John Ford, quel The Tornado, datato 1917, che ebbe anche distribuzione italiana grazie alla presenza, in uno dei ruoli principali, del piacentino Peter Gerald. La cineteca di Bologna sta eseguendo i rilievi del caso, le informazioni trapelate parlano comunque di una pellicola in buone condizioni, coi cartelli italiani, probabile giacenza [fortunatamente] non resa di una delle prime sale cinematografiche della regione. Già, perchè il ritrovamento non solo è avvenuto in Italia, ma nella nostra regione: pare che il prezioso tesoro fosse stipato nella cantina-deposito all’insaputa dei proprietari, la famiglia Mendini di Trento. Speriamo di potervi dare presto ulteriori ragguagli…