Videoregistrare oggi
Data pubblicazione: 27 giugno 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: curiosità, film in tv | Lascia un commento
Da un po’ di tempo utilizzo un servizio web comodissimo: si tratta di un “videoregistratore on line” che funziona come i vecchi vhs, oggetti che ormai servono principalmente per rialzare di qualche centimetro il televisore sul mobile di casa, almeno per quelli come me che non si sono convertiti al Lcd. Ironia a parte, data l’evoluzione del mercato homevideo, l’idea è di sicuro successo, non solo per conservare eventuali film non ancora presenti nel mercato dvd ma anche per le altre trasmissioni televisive o radiofoniche interessanti che andrebbero altrimenti disperse (verrebbe da dire “come lacrime nella pioggia“).
A www.vcast.it si accede registrandosi e dichiarando di essere in regola col canone Rai; una volta ottenuto il login possiamo utilizzare la piattaforma per programmare la registrazione dei programmi tv che ci interessano, che verrano codificati in uno dei formati scelti, tra cui il divx, e conservati nel profilo da cui sarà poi possibile scaricarli sul proprio pc entro 3 giorni dall’avvenuta trasmissione. Al vincolo dei 3 giorni di permanenza sul server, dopo i quali il file viene irrimediabilmente cancellato, si aggiunge quello della durata massima di 3 ore per ogni registrazione, facilmente superabile però programmando sessioni contigue che partono magari leggermente sovrapposte, per non perdersi secondi preziosi di trasmissione. Il tutto è gratuito e funziona davvero bene, ecco come appare la schermata coi controlli:

Vivamente consigliato, mi ha evitato diverse notti insonni davanti a Fuori orario!
P.S. Le reti Mediaset non sono incluse… hanno diffidato vcast dal farlo.
Toro Scatenato
Data pubblicazione: 24 giugno 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, eventi/festival, news | Lascia un commento
Torna la rassegna “Cinema & Fotografia”.
Questa sera -martedì 24 giugno- ore 21 circa, Soultrain (via Briamasco 2).
Un film da vedere e rivedere… non mancate!
E venne il giorno (recensione)
Data pubblicazione: 20 giugno 2008 - Autore: gianpy
Categorie: film in sala, recensioni | Lascia un commento
E venne il giorno
di Alberto Brodesco
M. Night Shyamalan è un regista strano. È in grado di raccontare storie hollywoodiane in modo sorprendente (“Unbreakable”), di ragionare sulla metafisica (“Il sesto senso”) e anche di costruire allegorie profonde, motivate, capaci di metter radici, come nell’ottimo “The Village”, uno dei migliori ragionamenti (non solo in pellicola) sulla ricerca di sicurezza dell’America post-11 settembre. Il suo penultimo film, “Lady in the water”, era un tentativo di ragionare sul cinema, la narrazione e (ancora) la metafisica, ma ne è uscita una pellicolaccia infarcita di intenzioni magico-fiabesche e di personaggi ingiustificati. Imbarazzante. “E venne il giorno” è molto meglio di “Lady in the water” ma molto peggio di “The Village”. Peccato che non sia un film compiuto, perché l’idea di partenza era interessantissima.
Si sparge per gli Stati Uniti nord-orientali, partendo da New York, un’incredibile epidemia. La gente che ne viene colpita è spinta all’autodistruzione. Assistiamo a continui suicidi di massa. La spiegazione più accreditata ne attribuisce le cause a un meccanismo di autodifesa prodotto dalle piante, che riconoscono nell’uomo un pericolo per il pianeta e lo inducono attraverso delle tossine all’annientamento. La metafora è di lettura piana: la specie umana sta distruggendo il pianeta, che potrebbe presto non tollerarne più l’esistenza. La distruzione del pianeta è un gigantesco suicidio. È un tema simile a quello affrontato da Werner Herzog ne “L’ignoto spazio profondo”, che finisce con gioiose inquadrature di foreste e cascate e una Terra tornata rigogliosa perché è riuscita a liberarsi dalla presenza dell’uomo.
Il protagonista, Mark Wahlberg, fugge da New York, la città contagiata, e si trova bloccato in campagna – la provincia americana, quel luogo a tutti gli effetti inafferrabile dove Shyamalan (nato a Madras, India, nel 1970) finisce per ambientare quasi tutti i suoi film. Il gruppo con cui si muove Wahlberg viene decimato dai suicidi indotti dalle piante. Ma lui, la sua compagna e una bambina che gli è stata affidata da un amico proseguono, cercando scampo, aspettando che passi la nottata. Anche lo spettatore aspetta che passi la nottata. E, ahinoi, anche il regista. Il quale ha avuto un’ottima idea di partenza – le silenziose piante che si ribellano all’uomo, i suicidi di massa. Ma poi?
Ce lo vediamo, il regista-sceneggiatore, uscire soddisfatto dalla doccia dopo aver partorito questa idea. Lo immaginiamo poi.. Read more
4 notizie
Data pubblicazione: 17 giugno 2008 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: film in sala, news, uscite in dvd | Lascia un commento
Alcune news degli ultimi giorni. Coppola presenta in Sicilia (quale posto migliore?) l’edizione restaurata della sua epopea mafiosa; a suo dire l’intervento si è reso necessario dato il degrado cromatico in cui versavano i negativi originali. Il cofanetto dvd è già lì pronto a insidiare le vecchie versioni de Il Padrino sugli scaffali degli appassionati.
Mentre sta per uscire nelle sale italiane il nuovo, attesissimo, film di Abel Ferrara, Go Go Tales, leggo con sorpresa che Werner Herzog intende realizzare il remake proprio di uno dei più riusciti lavori dell’italo-americano, quel Cattivo tenente che vanta un Harvey Keitel in stato di grazia. Dopo aver appreso che il suo sostituto sarà Nicolas Cage mi sono un attimo scoraggiato… pare però che l’idea del progetto sia farina dello stesso Ferrara.
L’anziano regista egiziano Youssef Chahine in coma a Parigi: noto in occidente soprattutto per Il Destino, la sorprendente opera della vecchiaia che mescola musical, film storico, riflessione politica e filosofica per raccontarci la storia di Averroè, filosofo medievale importantissimo per l’Islam ma anche per l’occidente, dato che fu solo attraverso le sue traduzioni che risorse compiutamente il pensiero aristotelico.
E venne il giorno di M. Night Shyamalan sembra aver fatto centro, in testa ai botteghini e pure ben visto dalla critica, perciò vi piazzo qua sotto la suggestiva locandina.

Il corridoio della paura
Data pubblicazione: 9 giugno 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, eventi/festival, news | Lascia un commento

Questa settimana appuntamento con Sam Fuller!
Gli amici di TrentoAsa (in collaborazione con CinemaVertigo) propongono infatti, come 4° film della rassegna, una delle opere più geniali/innovative/anticonformiste del cinema americano anni ‘60: Il corridoio della paura (Shock Corridor), diretto da Fuller nel 1963.
Una riflessione sulla malattia mentale e sui “manicomi”, un ritratto del mestiere di giornalista (Fuller stesso è stato un reporter affermato, oltre ad aver diretto uno dei migliori film sul giornalismo: Park Row), una dura e sarcastica fotografia dell’America di quegli anni… il tutto condito con atmosfere da detective-story (all’inizio) che piano piano si trasformano in qualcosa di indefinito, fra realtà e allucinazione.
Fotografia in b/n (ma con un breve inserto a colori) di Stanley Cortez, che all’epoca aveva già lavorato in pellicole come L’orgoglio degli Amberson (di O.Welles) e La morte corre sul fiume (di C.Laughton).
Appuntamento per martedì 10 giugno – Soultrain – ore 21!
The Agronomist
Data pubblicazione: 2 giugno 2008 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, eventi/festival, news | Lascia un commento
Domani sera, martedì 3 giugno, alle ore 21 presso il Soultrain (via Briamasco n°2) terzo appuntamento con la rassegna “Cinema & Fotografia”. Dopo aver affrontato l’aspetto naturalistico e quello street della fotografia nel cinema, ora tocca al reportage. E la scelta è caduta sul bellissimo documentario The Agronomist, diretto da Jonathan Demme (autore di pellicole famose come Il silenzio degli innocenti e Philadelphia) nel 2003.
Presentato alla 60° Mostra del cinema di Venezia, il regista racconta la storia di Jean Dominique e della sua Haiti. Un piccolo grande uomo, un giornalista e radio-reporter dalla prorompente personalità che per 50 anni ha lottato per riportare la libertà e la democrazia nella sua terra.
Un documentario emozionante e che fa riflettere. Un appuntamento da non perdere!
La Zona – Rodrigo Plà (2007)
Data pubblicazione: - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: film in sala, recensioni, trailers | Lascia un commento
Un bell’esordio cinematografico quello di Rodrigo Plà, che con La Zona realizza un film teso e lucido, costantemente in bilico tra incubo fantapolitico e realtà. La trama è piuttosto semplice: vi è un quartiere, la Zona appunto, dove il mondo è pressoché quello “normale” o presunto tale: famiglie benestanti, case e viali puliti, ragazzi che giocano prima della scuola. La perfezione e la serenità è però quella di pochi privilegiati, perché tale solo grazie ad un muro di recinzione e alla continua sorveglianza, messi ad impedire che l’esterno, povero e caotico, entri a turbare la vita degli abitanti.
Quando questo accade le reazioni esplodono violente, eccessive, in gesti sconsiderati dettati dalla paranoia e fomentati ad arte facendo leva sulla paura di perdere il proprio status sociale.
Un film emblematico dunque, che se da un lato può avere parecchi richiami ai quartieri ricchi di Città del Messico, patria acquisita del regista, dall’altra sembra piuttosto astrarre la vicenda dal suo contesto per farne metafora universale, spunto di riflessione aperto e sempre attuale.
Lo stile è sicuro, con la cinepresa che lavora stretta sui personaggi, senza preoccuparsi di definirli troppo singolarmente ma utilizzando qualche schematismo da film di genere, per concentrarsi più sull’atmosfera che sulla verosimiglianza. Unici ruoli a emergere, a mostrare le motivazioni e le spinte che li muovono, sono i due protagonisti principali, padre e figlio, che da punti di vista differenti partecipano alla sadica caccia che coinvolge il quartiere.
Dal Plà racconta senza imbarazzi, puntando dritto ai nodi della vicenda, svelandone attraverso pochi dettagli le evoluzioni ma mantenendo alta la suspence e gli interrogativi dello spettatore. Qualcosa nel film mi ha ricordato l’Haneke di Funny Games o de Il tempo dei lupi, ma forse è solo quella scomoda sensazione di angoscia che non ti abbandona sui titoli di coda.