Come ti traduco un titolo
Data pubblicazione: 29 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: approfondimenti, curiosità | 2 Comments
Le traduzioni italiane dei titoli di film stranieri sono sempre state un argomento simpatico di discussione cinefila.
Vi sono traduzioni che modificano sostanzialmente il senso del film, che banalizzano, che fuorviano, che fanno ridere e, più spesso, che fanno piangere per la loro idiozia. Ma, a dire il vero, il più delle volte non hanno proprio senso. Spesso basterebbe un lieve adattamento. Oppure, mantenere il titolo originale e poi, eventualmente, aggiungere un sottotitolo. A volte succede. Ma molte volte no.
Ecco qualche significativo esempio di traduzioni fuori dal comune:
- Se mi lasci ti cancello (tit.originale “Eternal sunshine of the spotless mind”)
- La notte brava del soldato Jonathan (tit.orig. “The beguiled”)
- Sex Crimes (tit.orig. “Wild Things”) –> cioè come sostituire un titolo inglese con un altro titolo… inglese!
- Furyo (tit.originale “Merry Christmas Mr.Lawrence”)
- Il furore della Cina colpisce ancora (titolo internazionale “The big boss”)
- Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (tit.orig. “Avanti!”)
- Lo sbirro, il boss e la bionda (tit.orig. “Mad dog and glory”)
- Tutte le ore feriscono… l’ultima uccide (tit.orig. “Le Deuxième souffle”)
- A Venezia… un dicembre rosso shocking (tit.orig. “Don’t look now”)
- Tutti insieme appassionatamente (tit.orig. “The sound of music”)
- Svalvolati on the road (tit.orig. “Wild hogs”)
- I guerrieri della palude silenziosa (tit.orig. “Southern comfort”)
…ma forse il primo premio lo vince ancora lui:
- Con una mano ti rompo, con due piedi ti spezzo (tit. internaz. “The one-armed boxer”)
E voi, vi ricordate qualche titolo assurdo?
[fonte locandina: hulu]
Who is… Jobeth Williams?
Data pubblicazione: 25 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: come hai detto che si chiama?, curiosità, ritratti | 1 commento
Ci sono attori e attrici di cui ricordiamo benissimo il viso ma non conosciamo (oppure dimentichiamo all’istante) il nome.
Forse perché non sono mai stati delle star, non hanno quasi mai avuto (perlomeno nei film arrivati in Italia) ruoli da protagonisti, non hanno mai riempito le pagine dei rotocalchi e in quanto a gossip sono dei principianti. Eppure sono attori e attrici di razza, hanno partecipato a decine di film (anche di successo), hanno un viso o una voce (in Italia solo il viso… visto che siamo, ahimè, la patria del doppiaggio) caratteristica e ben riconoscibile.
Ma, com’è che si chiamano? Ecco quindi il perché di questa piccola rubrica intitolata: “come hai detto che si chiama?“. Iniziamo con lei:
La riconoscete? Si chiama JoBeth Williams, è un’attrice 60enne statunitense che, all’inizio degli anni ‘80, ha partecipato (anche in veste di co-protagonista) ad almeno un paio di film divenuti dei cult nei rispettivi generi: nel 1982 l’horror paranormale di Tobe Hooper (e prodotto da Spielberg) “POLTERGEIST” e l’anno successivo “IL GRANDE FREDDO“, il capolavoro generazionale di Lawrence Kasdan (con il quale molti attori quasi esordienti hanno preso il volo, da William Hurt a Kevin Kline).
Recentemente ha lavorato in televisione, sempre più spesso nuova frontiera per tanti attori provenienti dal mondo del cinema.
[fonte foto: movieactors]
Ho affittato un killer (Aki Kaurismaki, 1990)
Data pubblicazione: 21 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: CinemaVertigo presenta, news, recensioni | Lascia un commento
Nel segno di Kaurismaki. Ieri sono ricominciate le serate cinefile del’associazione CINEMAVERTIGO e il film scelto per la prima proiezione della stagione è stato “Ho affittato un killer” di Aki Kaurismaki. Per chi non fosse addentro alle dinamiche delle nostre frequentazioni cinefile, funziona così: si sceglie un giorno, si portano dei dvd e, fra una rosa di titoli (i più variegati possibile), viene deciso democraticamente (?!) IL film della serata.
E come inizio non c’è male. Questo breve (appena un’ora e un quarto), paradossale, spaccato della vita di un immigrato francese disoccupato in quel di Londra, che prima affitta un killer per uccidersi (non riuscendo a farcela da sé, nonostante i primi goffi tentativi) e poi per amore di una donna cerca di annullare l’ordine e contemporaneamente di sfuggire all’esecutore già sulle sue orme, ha conquistato un po’ tutti. Certo, non siamo dalle parti dei fratelli Coen in quanto a convolgimento emotivo e divertissement accessibile a tutti. Lo stile freddo e surreale di Kaurismaki ha piuttosto delle affinità con certo cinema di Jim Jarmush. Jean-Pierre Léaud, (non)attore per eccellenza, si muove impassibile fra strade, appartamenti e ambienti vuoti e desolati di una Londra lontana dall’immagine-cartolina che molti altri film descrivono.
Colonna sonora pazzesca, comparsata canora di Joe Strummer e dedica di inizio film al grande Michael Powell, scomparso proprio all’epoca dell’uscita del film (1990). Il geniale spunto che sta alla base del film è in parte tratto dal noir “Nessuno sa il proprio destino” (1944) di William Castle .
Repulsion (R.Polanski, 1965)
Data pubblicazione: 19 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: film in sala, recensioni | Lascia un commento
Colpisce ancora con veemenza il primo film occidentale di Roman Polanski. A più di 40 anni dalla sua realizzazione, REPULSION è invecchiato benissimo: parte lentamente, si carica nel crescendo e riesce ancora nel duplice intento di inquietarti/spaventarti (due-tre salti sulla sedia li attesta ancora!) e di farti riflettere su come dentro la testa di una ragazza apparentemente normale possa nascere e crescere un disagio psicologico talmente grande (e talmente invisibile all’esterno) da sfociare in follia omicida.
Chi conosce il cinema di Polanski non può non accorgersi di come questo film sia una specie di antesignano, di ottima prova generale per i futuri capitoli della, diciamo, “trilogia dell’inquietudine” del regista polacco. Non può non riconoscere nel personaggio di Catherine Deneuve (eccezionale la sua interpretazione) la Mia Farrow di “Rosemary’s Baby” (lei, in vestaglia, che si aggira allucinata nei corridoi dell’appartamento) o lo stesso Polanski, con parrucca bionda, che vede persone e cose che non esistono ne “L’inquilino del terzo piano“.
Insomma, una bella serata quella di ieri al cinema Modena. Il secondo appuntamento del ciclo “Claustrofilia – Tre film sullo spazio chiuso“, ben introdotta dal prof. Leonardo Gandini, ha infatti avuto un successo enorme, con la sala strapiena (per lo più giovani universitari) e lusinghieri commenti a fine proiezione.
Bene così.
Festival CinemaZero – III edizione
Data pubblicazione: 17 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: corti/video, eventi/festival, news | Lascia un commento

Torna anche quest’anno l’appuntamento con il Festival di cortometraggi, documentari e videoclip realizzati a ZERO budget, a cura dell’associazione Il Funambolo. Per saperne di più, cliccate QUI
Il ritorno di John Carpenter
Data pubblicazione: 16 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: news | Lascia un commento
Ebbene sì. Non era uno scherzo. L’avevamo già anticipato mesi orsono, quando iniziavano a circolare le prime voci, ma ora è certo! Il nostro amico John Carpenter è finalmente tornato dietro la macchina da presa per dirigere THE WARD, un thriller para-pscicologico interpretato da Amber Heard e Danielle Panabaker.
Il maestro dell’horror, dopo un periodo piuttosto lungo di alti e bassi (a mio avviso il suo ultimo gran film risale al 1995, con Il seme della follia) e di allontanamento dal set (a parte i due, interessanti ma non del tutto riusciti, episodi della serie Masters of Horror, non gira un lungometraggio dal 2001!), dovrebbe quindi fare il suo ritorno al cinema con questo film atteso per il 2010.
A confermarlo, questa volta definitivamente, non ci sono solo parole… Infatti, QUI, potete vedere le prime immagini provenienti dal tenebroso set di The Ward. In attesa dell’arrivo del primo teaser trailer.
[fonte foto: johncarpenterforum]
la parola a… David Lynch
Data pubblicazione: 14 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: ipse dixit | Lascia un commento
“Mi piace che vi sia qualcosa di scuro nell’inquadratura. Se tutto è completamente illuminato e si può vedere ogni cosa, allora non c’è mistero. Non credo che un film scuro debba essere per forza deprimente. Un film può essere luminoso e pieno di colori, e ciò nonostante deprimerti fino alla morte.”
[David Lynch - regista]

Claustrofilia – Tre film sullo spazio chiuso
Data pubblicazione: 9 novembre 2009 - Autore: gianpy
Categorie: eventi/festival, film in sala, news | Lascia un commento
Questa settimana inizia un’interessante mini-rassegna intitolata: Claustrofilia.

Ecco gli appuntamenti:
- mercoledì 11 novembre: Un condannato a morte è fuggito, R. Bresson, 1956
- mercoledì 18 novembre: Repulsion, R. Polanski, 1965
- mercoledì 25 novembre: Solaris, A. Tarkovskij, 1972
Trento – Multisala Modena, ore 21 - Ingresso libero
I film, tutti rigorosamente in pellicola (!), saranno introdotti dal prof. Leonardo Gandini (Università di Trento)
Montare e smontare il cinema
Data pubblicazione: 1 novembre 2009 - Autore: Maurizio Mameli
Categorie: ipse dixit, trailers | Lascia un commento
Era il 1959 quando Jean-Luc Godard passò dietro la macchina da presa per girare Fino all’ultimo respiro, titolo italiano di À bout de souffle, che uscì nelle sale a inizio dell’anno successivo. Era il primo lungometraggio di un regista e critico fondamentale per la Storia del Cinema, che attraverso i suoi lavori aprì nuove possibilità di lettura sul passato e sul futuro della settima arte. Sono passati 50 anni ma Fino all’ultimo respiro rimane un film rivoluzionario, già dall’ideazione a cui parteciparono gli amici Francois Truffaut e Claude Chabrol, alla ripresa in soli 60 giorni senza praticamente copione ma ricca di omaggi da cinefilo e improvvisazioni attoriali, al montaggio sulle musiche del jazzista Martial Solal.
La particolarità della visione filmica di Godard emerge anche nel trailer, assolutamente originale; d’altronde egli stesso scrisse che “È ora di smetterla di fare film che parlano di politica. È ora di fare film in modo politico.”